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Direttiva UE 2011/83 sui diritti dei consumatori: il diritto di recesso di 14 giorni

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In questa pagina
  1. Quali contratti danno diritto al recesso? (articoli 2 e 3)
  2. Contratti esclusi dalla direttiva e contratti con regole proprie (articolo 3)
  3. Che cosa deve comunicarvi il professionista prima che siate vincolati? (articoli da 6 a 8)
  4. Quando inizia e quando finisce il periodo di recesso di 14 giorni? (articolo 9)
  5. Che cosa succede se il professionista non vi ha mai informato del diritto di recesso? (articolo 10)
  6. Come si recede: il modulo, parole proprie o la funzionalità di recesso online? (articoli da 11 a 12)
  7. Rimborso e restituzione: che cosa devono fare il professionista e il consumatore (articoli da 13 a 15)
  8. Per quali acquisti non esiste il diritto di recesso? (articolo 16)
  9. Download, app e streaming: contenuti digitali e servizi digitali
  10. Acquisti su un mercato online: chi è il venditore? (articolo 6 bis)
  11. Diritto nazionale, acquisti transfrontalieri e dove portare una controversia
  12. Passi pratici se volete recedere da un acquisto
  13. Domande frequenti

Ai sensi della direttiva 2011/83/UE, il consumatore che conclude con un professionista un contratto a distanza o negoziato fuori dei locali commerciali dispone di un periodo di quattordici giorni per recedere senza dover fornire alcuna motivazione e senza dover sostenere costi diversi da quelli previsti all'articolo 13, paragrafo 2, e all'articolo 14, fatte salve le eccezioni di cui all'articolo 16 (articolo 9, paragrafo 1). Il professionista rimborsa tutti i pagamenti ricevuti, eventualmente comprensivi delle spese di consegna, senza indebito ritardo e comunque entro quattordici giorni dal giorno in cui è informato della decisione di recedere (articolo 13, paragrafo 1). Se il professionista non ha fornito le informazioni prescritte sul diritto di recesso, il periodo scade dodici mesi dopo la fine del periodo iniziale oppure, se le informazioni arrivano entro dodici mesi dalla data di cui all'articolo 9, paragrafo 2, quattordici giorni (trenta, se lo Stato membro si avvale dell'articolo 9, paragrafo 1 bis) dopo il giorno in cui il consumatore le riceve (articolo 10). Gli Stati membri sono destinatari della direttiva (articolo 35): il consumatore fa quindi valere il diritto nazionale che la recepisce.

Una persona adulta seduta al tavolo della cucina apre un semplice pacco di cartone marrone di un ordine online, con il coperchio ripiegato e il contenuto ancora imballato
Contratto a distanza: contratto concluso nel quadro di un regime organizzato di vendita o di prestazione di servizi a distanza, senza la presenza fisica e simultanea del professionista e del consumatore, mediante l'uso esclusivo di mezzi di comunicazione a distanza fino alla sua conclusione compresa (articolo 2, punto 7).

Che tipo di atto è. Le misure nazionali di recepimento della direttiva 2011/83/UE si applicano dal 13 giugno 2014, e le disposizioni della direttiva si applicano ai contratti conclusi dopo tale data (articolo 28). In seguito la direttiva è stata modificata dalla direttiva (UE) 2015/2302 sui pacchetti turistici, dalla direttiva (UE) 2019/2161 (la direttiva «Omnibus»; misure nazionali dal 28 maggio 2022, articolo 7 di tale direttiva), dalla direttiva (UE) 2023/2673 (dal 19 giugno 2026, articolo 2 di tale direttiva) e dalla direttiva (UE) 2024/825 (dal 27 settembre 2026, articolo 4 di tale direttiva). Questa guida segue il testo consolidato del 27 settembre 2026 nella versione italiana, consultato il 29 ottobre 2026.

Quali contratti danno diritto al recesso? (articoli 2 e 3)

Il diritto di recesso esiste per i contratti a distanza e per i contratti negoziati fuori dei locali commerciali conclusi tra un professionista e un consumatore (articolo 9, paragrafo 1), entro l'ambito di applicazione fissato dall'articolo 3. Consumatore è qualsiasi persona fisica che agisca per fini che non rientrano nel quadro della sua attività commerciale, industriale, artigianale o professionale (articolo 2, punto 1); professionista è qualsiasi persona fisica o giuridica, pubblica o privata, che agisca nel quadro della sua attività commerciale, industriale, artigianale o professionale, anche tramite un'altra persona che agisca in suo nome o per suo conto (articolo 2, punto 2). La direttiva si applica a qualsiasi contratto concluso tra loro di cui il consumatore paga o si impegna a pagare il prezzo, compresi i contratti per la fornitura di acqua, gas, elettricità o teleriscaldamento nella misura in cui tali prodotti sono forniti su base contrattuale (articolo 3, paragrafo 1).

Contratti a distanza. Il contratto a distanza è concluso nel quadro di un regime organizzato di vendita o di prestazione di servizi a distanza, senza la presenza fisica e simultanea del professionista e del consumatore, mediante l'uso esclusivo di uno o più mezzi di comunicazione a distanza fino alla conclusione del contratto, compresa la conclusione stessa (articolo 2, punto 7). Se un ordine effettuato tramite un negozio online, un'app, la posta elettronica o il telefono rientri nella definizione dipende da questi elementi.

Contratti negoziati fuori dei locali commerciali. L'articolo 2, punto 8, comprende il contratto concluso alla presenza fisica e simultanea delle parti in un luogo diverso dai locali del professionista, oppure l'offerta fatta dal consumatore nelle stesse circostanze; il contratto concluso nei locali del professionista o mediante un mezzo di comunicazione a distanza immediatamente dopo che il consumatore è stato avvicinato personalmente e singolarmente in un luogo di quel tipo, alla presenza fisica e simultanea del professionista e del consumatore; e il contratto concluso durante un viaggio promozionale organizzato dal professionista e avente lo scopo o l'effetto di promuovere e vendere beni o servizi.

Dati personali invece del denaro. Dalla modifica «Omnibus», la direttiva si applica anche quando il professionista fornisce un contenuto digitale mediante un supporto non materiale, o un servizio digitale, e il consumatore fornisce o si impegna a fornire dati personali (articolo 3, paragrafo 1 bis). Su questa base non si applica se il professionista tratta i dati esclusivamente per fornire il contenuto o il servizio, o per adempiere agli obblighi di legge cui è soggetto, e non li tratta per nessun altro scopo.

Contratti esclusi dalla direttiva e contratti con regole proprie (articolo 3)

L'articolo 3, paragrafo 3, esclude tra l'altro i contratti per i servizi sociali, l'assistenza sanitaria, le attività di azzardo, i servizi finanziari non contemplati dall'articolo 3, paragrafo 1 ter, la creazione, l'acquisizione o il trasferimento di beni immobili o di diritti su beni immobili, la costruzione di nuovi edifici e la trasformazione sostanziale di edifici esistenti, la locazione di alloggi a scopo residenziale, i contratti di multiproprietà rientranti nella direttiva 2008/122/CE, gli alimenti, le bevande o gli altri beni destinati al consumo corrente nella famiglia e fisicamente forniti da un professionista in giri frequenti e regolari al domicilio, alla residenza o al posto di lavoro del consumatore, gli acquisti tramite distributori automatici e i beni oggetto di vendita forzata o comunque venduti secondo altre modalità dalle autorità giudiziarie.

Pacchetti turistici e trasporto passeggeri. Sono esclusi i contratti relativi ai pacchetti di cui alla direttiva (UE) 2015/2302, ai quali tuttavia si applicano mutatis mutandis l'articolo 6, paragrafo 7, l'articolo 8, paragrafi 2 e 6, e gli articoli 19, 21 e 22 (articolo 3, paragrafo 3, lettera g)). Sono esclusi i servizi di trasporto passeggeri, fatti salvi l'articolo 8, paragrafo 2, e gli articoli 19, 21 e 22 (articolo 3, paragrafo 3, lettera k)). Il diritto di quattordici giorni dell'articolo 9 non è tra queste disposizioni; per il recesso dai pacchetti si veda la nostra guida sulla direttiva UE sui pacchetti turistici.

Servizi finanziari a distanza. In base alla direttiva (UE) 2023/2673, ai contratti a distanza per la prestazione di servizi finanziari si applicano le disposizioni elencate all'articolo 3, paragrafo 1 ter, tra cui un capo distinto (articoli da 16 bis a 16 sexies) che concede 14 giorni di calendario per recedere senza penali e senza dover indicare il motivo, o 30 giorni di calendario per i contratti a distanza aventi per oggetto gli schemi pensionistici individuali (articolo 16 ter, paragrafo 1). Questa guida tratta il regime generale.

Altri limiti. In caso di conflitto prevale la disposizione di un atto dell'Unione che disciplina un settore specifico, e si applica a tale settore (articolo 3, paragrafo 2). Gli Stati membri possono escludere i contratti negoziati fuori dei locali commerciali in cui il corrispettivo a carico del consumatore non supera la modesta soglia fissata dall'articolo 3, paragrafo 4. Il diritto contrattuale nazionale generale sulla validità, la formazione o l'efficacia del contratto non è pregiudicato negli aspetti che la direttiva non disciplina (articolo 3, paragrafo 5), e i professionisti possono offrire una tutela più ampia (articolo 3, paragrafo 6).

Che cosa deve comunicarvi il professionista prima che siate vincolati? (articoli da 6 a 8)

Prima che il consumatore sia vincolato da un contratto a distanza o negoziato fuori dei locali commerciali, o da una corrispondente offerta, il professionista fornisce in maniera chiara e comprensibile le informazioni dell'articolo 6, paragrafo 1. Tra queste figurano le caratteristiche principali dei beni o servizi, l'identità del professionista, il suo indirizzo geografico, il numero di telefono e l'indirizzo elettronico, il prezzo totale comprensivo delle imposte con le eventuali spese di consegna e, se applicabile, l'informazione che il prezzo è stato personalizzato sulla base di un processo decisionale automatizzato (articolo 6, paragrafo 1, lettere da a) a e bis)).

Informazioni sul recesso. Se sussiste un diritto di recesso, il professionista indica le condizioni, i termini e le procedure per esercitarlo, fornisce il modulo tipo di recesso dell'allegato I, parte B, e, se del caso, informa il consumatore sull'esistenza e sulla collocazione della funzionalità di recesso di cui all'articolo 11 bis (articolo 6, paragrafo 1, lettera h)). Se applicabile, deve indicare che il consumatore sostiene il costo della restituzione dei beni (lettera i)) e, se l'articolo 16 esclude il diritto, deve comunicarlo o indicare le circostanze in cui il diritto si perde (lettera k)). Le istruzioni tipo dell'allegato I, parte A, debitamente compilate, soddisfano le lettere h), i) e j) (articolo 6, paragrafo 4).

Aggiunte della direttiva (UE) 2024/825. In base a tale direttiva, le cui misure nazionali si applicano dal 27 settembre 2026, l'elenco comprende anche le opzioni di consegna rispettose dell'ambiente, ove disponibili (lettera g)), un promemoria visibile dell'esistenza della garanzia legale di conformità per i beni, con la sua durata minima di due anni (lettera l)), per i beni comprendenti elementi digitali, per i contenuti digitali o per i servizi digitali, il periodo minimo per il quale sono forniti aggiornamenti del software, se il produttore o il fornitore mette a disposizione tale informazione (lettera l quater)) e, se applicabile, l'indice di riparabilità (lettera u)).

Che effetto hanno le informazioni. Formano parte integrante del contratto e non possono essere modificate se non con l'accordo espresso delle parti (articolo 6, paragrafo 5). Se il professionista non ha informato sulle spese aggiuntive o sui costi della restituzione dei beni, il consumatore non deve sostenerli (articolo 6, paragrafo 6). L'onere della prova relativo all'adempimento degli obblighi di informazione incombe sul professionista (articolo 6, paragrafo 9).

Il pulsante d'ordine. Se un contratto a distanza concluso con mezzi elettronici impone al consumatore l'obbligo di pagare e l'inoltro dell'ordine implica di azionare un pulsante o una funzione analoga, questi riportano in modo facilmente leggibile soltanto le parole «ordine con obbligo di pagare» o una formulazione corrispondente inequivocabile; in caso contrario il consumatore non è vincolato dal contratto o dall'ordine (articolo 8, paragrafo 2). Il professionista conferma poi il contratto su un mezzo durevole, al più tardi al momento della consegna dei beni oppure prima che l'esecuzione del servizio abbia inizio (articolo 8, paragrafo 7).

Quando inizia e quando finisce il periodo di recesso di 14 giorni? (articolo 9)

Dipende dal tipo di contratto (articolo 9, paragrafo 2). Per un contratto di servizi i quattordici giorni decorrono dal giorno della conclusione del contratto. Per un contratto di vendita decorrono dal giorno in cui il consumatore, o un terzo diverso dal vettore e designato dal consumatore, acquisisce il possesso fisico dei beni. Per la fornitura di acqua, gas o elettricità non messi in vendita in un volume limitato o in quantità determinata, di teleriscaldamento e di contenuto digitale non fornito su un supporto materiale, decorrono dal giorno della conclusione del contratto (articolo 9, paragrafo 2, lettera c)).

Consegne multiple. Se più beni ordinati con un solo ordine sono consegnati separatamente, il periodo decorre dal possesso fisico dell'ultimo bene; per un bene costituito da lotti o pezzi multipli, dall'ultimo lotto o pezzo; per la consegna periodica di beni durante un determinato periodo di tempo, dal primo bene (articolo 9, paragrafo 2, lettera b), punti da i) a iii)).

Un possibile periodo di trenta giorni. Gli Stati membri possono prolungare il periodo a trenta giorni per i contratti conclusi nel contesto di visite non richieste di un professionista presso l'abitazione del consumatore o di escursioni organizzate da un professionista per promuovere o vendere prodotti, al fine di tutelare i legittimi interessi dei consumatori rispetto a pratiche commerciali o di vendita aggressive o ingannevoli (articolo 9, paragrafo 1 bis). Verificate se il Paese interessato si è avvalso di questa opzione.

Esecuzione durante il periodo. Gli Stati membri non vietano alle parti di adempiere ai loro obblighi contrattuali durante il periodo di recesso, ma per i contratti negoziati fuori dei locali commerciali possono mantenere la legislazione nazionale in vigore che vieta al professionista di percepire il pagamento durante un determinato periodo dopo la conclusione del contratto (articolo 9, paragrafo 3).

SituazioneQuando iniziano i 14 giorniChe cosa modifica il periodoDisposizione
Contratto di servizi, compreso un servizio digitaleGiorno della conclusione del contrattoSi perde dopo la piena prestazione; se il consumatore paga, solo con previo consenso espresso e accettazione (art. 16, lett. a))Art. 9, par. 2, lett. a), e art. 16, lett. a)
Contratto di vendita, consegna unicaGiorno in cui il consumatore, o un terzo diverso dal vettore e designato dal consumatore, acquisisce il possesso fisicoEccezioni dell'art. 16 per determinati beniArt. 9, par. 2, lett. b)
Più beni con un solo ordine, consegnati separatamentePossesso fisico dell'ultimo beneNulla oltre le regole generaliArt. 9, par. 2, lett. b), punto i)
Un bene costituito da lotti o pezzi multipliPossesso fisico dell'ultimo lotto o pezzoNulla oltre le regole generaliArt. 9, par. 2, lett. b), punto ii)
Consegna periodica di beni durante un determinato periodoPossesso fisico del primo beneNulla oltre le regole generaliArt. 9, par. 2, lett. b), punto iii)
Contenuto digitale non fornito su supporto materialeGiorno della conclusione del contrattoSi perde una volta iniziata l'esecuzione; se il consumatore paga, solo con i tre passaggi dell'art. 16, lett. m)Art. 9, par. 2, lett. c), e art. 16, lett. m)
Visita non richiesta a domicilio o escursione organizzata dal professionistaCome sopra, secondo il tipo di contrattoLo Stato membro può prolungarlo a 30 giorniArt. 9, par. 1 bis
Informazioni sul recesso non forniteCome sopra, secondo il tipo di contrattoProlungato di 12 mesi, oppure scade 14 giorni dopo l'informazione tardivaArt. 10

Che cosa succede se il professionista non vi ha mai informato del diritto di recesso? (articolo 10)

Il periodo si allunga. Se il professionista non ha fornito le informazioni prescritte dall'articolo 6, paragrafo 1, lettera h), il periodo di recesso scade dodici mesi dopo la fine del periodo di recesso iniziale, determinato a norma dell'articolo 9, paragrafo 2 (articolo 10, paragrafo 1). Se il professionista fornisce le informazioni entro dodici mesi dalla data di cui all'articolo 9, paragrafo 2, il periodo scade quattordici giorni, o trenta giorni se lo Stato membro ha adottato l'opzione dell'articolo 9, paragrafo 1 bis, dopo il giorno in cui il consumatore le riceve (articolo 10, paragrafo 2).

La mancata informazione ha altre conseguenze. Il consumatore non è in alcun caso responsabile per la diminuzione del valore dei beni se il professionista ha omesso di informarlo del diritto di recesso a norma dell'articolo 6, paragrafo 1, lettera h) (articolo 14, paragrafo 2), e non sostiene alcun costo per i servizi o le forniture di acqua, gas, elettricità o teleriscaldamento prestati durante il periodo di recesso se il professionista ha omesso di fornire le informazioni in conformità dell'articolo 6, paragrafo 1, lettere h) e j) (articolo 14, paragrafo 4, lettera a), punto i)).

Come si recede: il modulo, parole proprie o la funzionalità di recesso online? (articoli da 11 a 12)

Prima della scadenza del periodo, il consumatore informa il professionista della sua decisione di recedere, utilizzando il modulo tipo di recesso dell'allegato I, parte B, oppure presentando una qualsiasi altra dichiarazione esplicita della sua decisione (articolo 11, paragrafo 1). Gli Stati membri non prevedono requisiti formali per il modulo tipo diversi da quelli dell'allegato I, parte B. Il recesso è tempestivo se la comunicazione è inviata prima della scadenza del periodo (articolo 11, paragrafo 2).

La prova. L'onere della prova relativa all'esercizio del diritto di recesso conformemente all'articolo 11 incombe sul consumatore (articolo 11, paragrafo 4). Il considerando 44 afferma che una lettera, una telefonata o il rinvio dei beni con una chiara dichiarazione potrebbero soddisfare tale condizione e che è nell'interesse del consumatore avvalersi di un supporto durevole. Il professionista può anche offrire al consumatore la possibilità di compilare e inviare elettronicamente il modulo o un'altra dichiarazione esplicita sul proprio sito web; in tal caso gli comunica senza indugio una conferma di ricevimento del recesso su un supporto durevole (articolo 11, paragrafo 3).

La funzionalità di recesso. L'articolo 11 bis, inserito dalla direttiva (UE) 2023/2673, doveva essere applicato dagli Stati membri a decorrere dal 19 giugno 2026 (articolo 2 di tale direttiva). Per i contratti a distanza conclusi mediante un'interfaccia online, il professionista provvede affinché il consumatore possa recedere anche utilizzando una funzionalità di recesso indicata dalle parole «recedere dal contratto qui» o da una inequivocabile formulazione corrispondente, disponibile in maniera continuativa per tutto il periodo di recesso, ben visibile e facilmente accessibile (articolo 11 bis, paragrafo 1).

La funzionalità consente al consumatore di inviare una dichiarazione di recesso online con cui fornisce o conferma il proprio nome, le informazioni che identificano il contratto e il mezzo elettronico per la conferma (articolo 11 bis, paragrafo 2), da presentare mediante una funzionalità di conferma indicata soltanto con le parole «conferma recesso» o una formulazione altrettanto inequivocabile (articolo 11 bis, paragrafo 3). Il professionista invia senza indebito ritardo un avviso di ricevimento su un supporto durevole, comprensivo del contenuto della dichiarazione e della data e dell'ora della sua trasmissione (articolo 11 bis, paragrafo 4). La dichiarazione trasmessa prima della scadenza del periodo è tempestiva (articolo 11 bis, paragrafo 5). Il modulo e qualsiasi altra dichiarazione esplicita restano utilizzabili in alternativa.

Effetto. Il recesso pone termine agli obblighi delle parti di eseguire il contratto oppure, se l'offerta è stata fatta dal consumatore, di concluderlo (articolo 12).

Rimborso e restituzione: che cosa devono fare il professionista e il consumatore (articoli da 13 a 15)

Il rimborso del professionista. Il professionista rimborsa tutti i pagamenti ricevuti, eventualmente comprensivi delle spese di consegna, senza indebito ritardo e comunque entro quattordici giorni dal giorno in cui è informato del recesso (articolo 13, paragrafo 1). Utilizza lo stesso mezzo di pagamento usato dal consumatore, salvo che il consumatore abbia espressamente convenuto altrimenti e a condizione che non debba sostenere alcun costo quale conseguenza del rimborso. Il professionista non è tenuto a rimborsare i costi supplementari se il consumatore ha scelto espressamente un tipo di consegna diverso dal tipo meno costoso di consegna standard da lui offerto (articolo 13, paragrafo 2). Salvo che abbia offerto di ritirare egli stesso i beni, nei contratti di vendita il professionista può trattenere il rimborso finché non abbia ricevuto i beni oppure finché il consumatore non abbia dimostrato di averli rispediti, a seconda di quale situazione si verifichi per prima (articolo 13, paragrafo 3).

La restituzione del consumatore. Salvo che il professionista abbia offerto di ritirarli, il consumatore restituisce i beni o li consegna al professionista o a un terzo autorizzato dal professionista a riceverli, senza indebito ritardo e in ogni caso entro quattordici giorni dalla comunicazione del recesso; il termine è rispettato se rispedisce i beni prima della scadenza dei quattordici giorni (articolo 14, paragrafo 1). Il consumatore sostiene solo il costo diretto della restituzione, salvo che il professionista abbia concordato di sostenerlo o abbia omesso di informarlo che tale costo è a suo carico. Nei contratti negoziati fuori dei locali commerciali in cui i beni sono stati consegnati al domicilio del consumatore al momento della conclusione, il professionista ritira a sue spese i beni che per loro natura non possono essere normalmente restituiti a mezzo posta.

Diminuzione del valore. Il consumatore è responsabile unicamente della diminuzione del valore dei beni risultante da una manipolazione diversa da quella necessaria per stabilire la natura, le caratteristiche e il funzionamento dei beni (articolo 14, paragrafo 2). Il considerando 47 fa il paragone con un negozio, dove il consumatore può provare un indumento ma non indossarlo, e afferma che una manipolazione che va oltre non fa perdere il diritto di recesso, ma rende il consumatore responsabile della diminuzione del valore.

Servizi iniziati in anticipo. Se il consumatore vuole che la prestazione di un servizio o una fornitura di acqua, gas, elettricità o teleriscaldamento inizi durante il periodo di recesso e il contratto gli impone l'obbligo di pagare, il professionista esige una richiesta esplicita, su un supporto durevole per i contratti negoziati fuori dei locali commerciali, e chiede al consumatore di riconoscere che perderà il diritto di recesso una volta che il contratto sarà stato interamente eseguito (articolo 7, paragrafo 3, e articolo 8, paragrafo 8). Il consumatore che poi recede versa un importo proporzionale a quanto è stato fornito fino al momento in cui ha informato il professionista dell'esercizio del diritto di recesso, calcolato sul prezzo totale concordato o, se questo è eccessivo, sul valore di mercato (articolo 14, paragrafo 3); a norma dell'articolo 14, paragrafo 4, lettera a), non sostiene alcun costo se il professionista ha omesso di fornire le informazioni di cui all'articolo 6, paragrafo 1, lettere h) e j), o se non vi è stata una richiesta espressa.

Nessun'altra responsabilità. Fatto salvo quanto previsto dall'articolo 13, paragrafo 2, e dall'articolo 14, l'esercizio del diritto di recesso non comporta alcuna responsabilità per il consumatore (articolo 14, paragrafo 5). Gli eventuali contratti accessori sono automaticamente annullati, senza costi per il consumatore, ad eccezione di quelli previsti dall'articolo 13, paragrafo 2, e dall'articolo 14, fatto salvo l'articolo 15 della direttiva 2008/48/CE (articolo 15, paragrafo 1).

Per quali acquisti non esiste il diritto di recesso? (articolo 16)

L'articolo 16 elenca i contratti a distanza e negoziati fuori dei locali commerciali per i quali gli Stati membri non prevedono il diritto di recesso. Diverse eccezioni hanno condizioni proprie, per cui ciascuna va letta nella sua formulazione.

Beni. Beni confezionati su misura o chiaramente personalizzati (lettera c)); beni che rischiano di deteriorarsi o scadere rapidamente (lettera d)); beni sigillati che non si prestano ad essere restituiti per motivi igienici o connessi alla protezione della salute e sono stati aperti dopo la consegna (lettera e)); beni che, dopo la consegna, risultano per loro natura inscindibilmente mescolati con altri beni (lettera f)); talune bevande alcoliche descritte alla lettera g); registrazioni audio o video sigillate o software informatici sigillati aperti dopo la consegna (lettera i)); giornali, periodici e riviste, ad eccezione dei contratti di abbonamento (lettera j)).

Servizi e altri casi. I contratti di servizi dopo la piena prestazione del servizio, se il contratto impone al consumatore l'obbligo di pagare, solo se l'esecuzione è iniziata con il suo previo consenso espresso e l'accettazione del fatto che perderà il diritto di recesso (lettera a)); beni o servizi il cui prezzo è legato a fluttuazioni nel mercato finanziario che il professionista non è in grado di controllare e che possono verificarsi durante il periodo di recesso (lettera b)); la visita specificamente richiesta dal consumatore per lavori urgenti di riparazione o manutenzione, ferma restando l'applicazione del diritto di recesso ai servizi supplementari o ai beni diversi dai pezzi di ricambio necessari (lettera h)); i contratti conclusi in occasione di un'asta pubblica (lettera k)); la fornitura di alloggi per fini non residenziali, il trasporto di beni, i servizi di noleggio di autovetture, i servizi di catering o i servizi riguardanti le attività del tempo libero qualora il contratto preveda una data o un periodo di esecuzione specifici (lettera l)).

Variazioni nazionali. Per le visite non richieste presso l'abitazione del consumatore e le escursioni organizzate da un professionista, gli Stati membri possono derogare alle lettere a), b), c) ed e) (articolo 16, secondo comma); per i servizi di riparazione a pagamento in cui il consumatore ha specificamente richiesto la visita, possono stabilire che il diritto si perda dopo che il servizio è stato interamente prestato, purché l'esecuzione sia iniziata con il previo consenso espresso del consumatore (terzo comma). Gli Stati membri informano la Commissione di queste scelte (articolo 29, paragrafo 1).

Download, app e streaming: contenuti digitali e servizi digitali

La direttiva «Omnibus» ha ripreso dalla direttiva (UE) 2019/770 le definizioni di contenuto digitale e di servizio digitale (articolo 2, punti 11 e 16) e considera il servizio digitale come un servizio (articolo 2, punto 6). Per il contenuto digitale non fornito su un supporto materiale, il periodo decorre dalla conclusione del contratto (articolo 9, paragrafo 2, lettera c)).

Quando il diritto si perde. Per tale contenuto digitale, il diritto di recesso non si applica se l'esecuzione è iniziata e, se il contratto impone al consumatore l'obbligo di pagare, qualora il consumatore abbia dato il previo consenso espresso a iniziare la prestazione durante il periodo di recesso, abbia riconosciuto di perdere così il diritto e abbia ricevuto la conferma prevista dall'articolo 7, paragrafo 2, o dall'articolo 8, paragrafo 7 (articolo 16, lettera m)). Se manca uno di questi passaggi, il consumatore non sostiene alcun costo per la fornitura, in tutto o in parte, del contenuto digitale (articolo 14, paragrafo 4, lettera b)). Un servizio digitale, come un abbonamento di streaming, segue la regola sui servizi dell'articolo 16, lettera a).

Dopo il recesso. I dati personali restano soggetti al regolamento (UE) 2016/679 (articolo 13, paragrafo 4). Salvo le eccezioni dell'articolo 13, paragrafo 5, il professionista si astiene dall'utilizzare gli altri contenuti forniti o creati dal consumatore; fatta eccezione per le situazioni di cui alle lettere a), b) o c) di tale paragrafo, li mette a disposizione su richiesta, e il consumatore ha il diritto di recuperarli gratuitamente e senza impedimenti, entro un lasso di tempo ragionevole e in un formato di uso comune e leggibile da dispositivo automatico (articolo 13, paragrafi da 5 a 7); fatto salvo il paragrafo 6, il professionista può impedire qualsiasi ulteriore utilizzo, ad esempio disattivando l'account utente (articolo 13, paragrafo 8), e il consumatore si astiene dall'utilizzare il contenuto o il servizio e dal metterlo a disposizione di terzi (articolo 14, paragrafo 2 bis). Si veda anche la nostra guida sul GDPR per le imprese.

Acquisti su un mercato online: chi è il venditore? (articolo 6 bis)

Conta se il venditore è un professionista. Prima che il consumatore sia vincolato su un mercato online, il fornitore del mercato indica se il terzo che offre beni, servizi o contenuto digitale è un professionista o meno, sulla base della dichiarazione del terzo stesso, e, se non lo è, che al contratto non si applicano i diritti dei consumatori derivanti dal diritto dell'Unione sulla tutela dei consumatori (articolo 6 bis, paragrafo 1, lettere b) e c)). Se del caso, il fornitore indica anche come gli obblighi relativi al contratto sono ripartiti tra sé e il terzo (articolo 6 bis, paragrafo 1, lettera d)), il che può mostrare al consumatore a chi rivolgersi per recedere.

Diritto nazionale, acquisti transfrontalieri e dove portare una controversia

L'articolo 4 fissa il livello di armonizzazione: salvo che la direttiva disponga altrimenti, gli Stati membri non mantengono né adottano disposizioni divergenti, più o meno severe. Le opzioni che la direttiva consente, come l'articolo 9, paragrafo 1 bis, e le variazioni dell'articolo 16, fanno sì che la regola possa comunque differire da un Paese all'altro, e il consumatore invoca le disposizioni nazionali che recepiscono la direttiva.

Quale legge disciplini un contratto transfrontaliero con un consumatore e quale giudice decida la controversia sono questioni distinte: si vedano le nostre guide su quale legge disciplina un contratto e su quale giudice UE è competente. Per un rimborso non pagato possono essere pertinenti l'ingiunzione di pagamento europea e il procedimento per le controversie di modesta entità e la direttiva UE sulla mediazione.

Passi pratici se volete recedere da un acquisto

1. Calcolate la scadenza. Individuate il giorno di inizio secondo l'articolo 9, paragrafo 2, e verificate se avete ricevuto le informazioni sul recesso; in caso contrario si applica l'articolo 10.

2. Verificate le eccezioni. Confrontate l'articolo 16 con ciò che avete acquistato, comprese le condizioni delle lettere a) e m), e le informazioni fornite dal professionista ai sensi dell'articolo 6, paragrafo 1, lettera k).

3. Inviate una dichiarazione chiara e conservatene la prova. Utilizzate il modulo tipo, una e-mail o una lettera, oppure la funzionalità di recesso se prevista, e conservate la conferma di ricevimento o la prova dell'invio (articoli 11 e 11 bis).

4. Restituite i beni entro 14 giorni. Salvo che il professionista li ritiri, rispediteli entro quattordici giorni dalla comunicazione della vostra decisione, conservate la prova della spedizione (articolo 14, paragrafo 1) e manipolateli solo quanto necessario per esaminarli (articolo 14, paragrafo 2).

5. Verificate la legge nazionale di recepimento del Paese interessato, in particolare sugli articoli 9, paragrafo 1 bis, e 16, e rivolgetevi a un consulente in quel Paese se il rimborso non arriva entro il termine dell'articolo 13, paragrafo 1.

Domande frequenti

Devo indicare un motivo per recedere da un acquisto online?

No. Ai sensi dell'articolo 9, paragrafo 1, il consumatore può recedere da un contratto a distanza o negoziato fuori dei locali commerciali entro quattordici giorni senza dover fornire alcuna motivazione, salvo che si applichi una delle eccezioni dell'articolo 16. Il consumatore non sostiene costi diversi da quelli previsti all'articolo 13, paragrafo 2, e all'articolo 14, come il costo diretto della restituzione dei beni quando il professionista lo ha informato che tale costo è a suo carico.

Basta rispedire il pacco per recedere?

La direttiva richiede che il consumatore informi il professionista della decisione di recedere prima della scadenza del periodo, utilizzando il modulo tipo o una qualsiasi altra dichiarazione esplicita (articolo 11, paragrafo 1). Il considerando 44 afferma che il rinvio dei beni con una chiara dichiarazione potrebbe soddisfare tale condizione. Poiché l'onere della prova incombe sul consumatore (articolo 11, paragrafo 4), una dichiarazione scritta conservata insieme alla prova dell'invio è la strada più sicura.

Chi paga la spedizione di ritorno quando recedo?

Il consumatore sostiene il costo diretto della restituzione dei beni, salvo che il professionista abbia concordato di sostenerlo o abbia omesso di informare il consumatore che tale costo è a suo carico (articolo 14, paragrafo 1). Se il professionista non ha fornito questa informazione come richiesto dall'articolo 6, paragrafo 1, lettera i), il consumatore non sostiene il costo (articolo 6, paragrafo 6).

Il professionista può rimborsarmi con un buono o un credito in negozio?

Il professionista esegue il rimborso utilizzando lo stesso mezzo di pagamento usato dal consumatore per la transazione iniziale, salvo che il consumatore abbia espressamente convenuto altrimenti e a condizione che non debba sostenere alcun costo quale conseguenza del rimborso (articolo 13, paragrafo 1). Il rimborso comprende eventualmente le spese di consegna (articolo 13, paragrafo 1), ma il professionista non è tenuto a rimborsare i costi supplementari di un tipo di consegna che il consumatore ha scelto espressamente al posto del tipo meno costoso di consegna standard offerto (articolo 13, paragrafo 2).

Posso recedere dopo aver scaricato un gioco o aver attivato un abbonamento di streaming?

Per il contenuto digitale non fornito su un supporto materiale, il diritto si perde una volta iniziata l'esecuzione e, se il contratto impone al consumatore l'obbligo di pagare, qualora il consumatore abbia dato il previo consenso espresso, abbia riconosciuto di perdere il diritto e abbia ricevuto la conferma prevista dall'articolo 7, paragrafo 2, o dall'articolo 8, paragrafo 7 (articolo 16, lettera m)). Per un servizio digitale, si perde dopo la piena prestazione e, se il consumatore deve pagare, solo se l'esecuzione è iniziata con il suo previo consenso espresso e la sua accettazione (articolo 16, lettera a)). Se recedete da un servizio dopo aver chiesto espressamente che iniziasse durante il periodo di recesso, versate un importo proporzionale a quanto è stato fornito fino al momento in cui avete informato il professionista (articolo 14, paragrafo 3), salvo che il professionista abbia omesso di fornire le informazioni di cui all'articolo 6, paragrafo 1, lettere h) e j) (articolo 14, paragrafo 4, lettera a), punto i)).

Ogni sito web deve ora avere un pulsante «recedere dal contratto qui»?

L'articolo 11 bis, inserito dalla direttiva (UE) 2023/2673, prescrive una funzionalità di recesso per i contratti a distanza conclusi mediante un'interfaccia online, e gli Stati membri dovevano applicare le loro misure nazionali dal 19 giugno 2026. La funzionalità deve essere disponibile in maniera continuativa per tutto il periodo di recesso e conduce a un avviso di ricevimento su un supporto durevole (articolo 11 bis, paragrafi 1 e 4). Verificate la legge nazionale di recepimento del Paese interessato.

Questi diritti valgono se acquisto da un venditore privato su un mercato online?

La direttiva si applica ai contratti tra un professionista e un consumatore. Il fornitore del mercato online deve indicarvi se il venditore è un professionista o meno, sulla base della dichiarazione del venditore stesso, e, se non lo è, che al contratto non si applicano i diritti dei consumatori derivanti dal diritto dell'Unione sulla tutela dei consumatori (articolo 6 bis, paragrafo 1, lettere b) e c)).

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